| Il castello di Atlante |

pagine : 194
dimensioni : 13x21
prezzo : € 10,33
ISBN : 9788871860541
Anno di pubblicazione : 1995



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Ernestina Pellegrini
Le città interiori
In scrittori triestini di ieri e di oggi
 
 



Le città interiori, una planimetria di Trieste fatta di parole: uno specchio letterario per l’identità plurale di una città captata dall’immaginario di alcuni suoi scrittori di ieri e di oggi, nell’arco di un secolo. In un gioco di quadri e di dissolvenze che si accavallano, dando il senso di un collage o di una scultura cubofuturista, con i suoi snodi e le sue strabilianti interconnessioni, si tracciano le coordinate di quell’epopea casalinga che ha fatto di questa città di frontiera un luogo ormai mitico per la storia letteraria italiana. Da questo caleidoscopio di introcosmi viene fuori il ritratto mosso e in perenne trasformazione di una Trieste composta in tante mappe sovrapponigli, arricchita e rivitalizzata dai suoi affascinanti e inconfondibili distretti letterari.

Un itinerario critico in due tempi e otto stazioni. Il primo tempo appartiene alla città di ieri: dall’«impero dell’immobilità» di Silvio Benco alla «città dalla scontrosa grazia» di Umberto Saba, alla «città degli eroi» di Giani Stuparich, fino al «calderone di sapore pantagruelico» di Bobi Bazlen, dal quale saltano fuori «tipi strani, avventurieri della cultura e della vita».

Il secondo tempo appartiene alla città di oggi, e sembra quasi che si parli d’altro: dal mare di Claudio Magris alla radura di Marisa Madieri, ai casamenti che affondano in terre friabili come rena di Fabio Doplicher, fino al controcanto burlesco di Roberto Dedenaro su una città anonima e moderna posta ai confini di mondi arcaici e feroci, devastati dalla guerra.

Al lettore sembra di entrare in una cartolina illustrata, nel suo limpido mondo racchiuso, ma egli finisce per scoprire che fra la città reale e le sue riproduzioni letterarie si è prodotta, nel tempo, una straordinaria osmosi, per cui l’una non può esistere senza il contributo dell’altra: due storie parallele si intrecciano e interagiscono, dando l’impressione che, per mantenere in vita un mito e una città, si impegni un’energia e una vitalità culturale sempre rinnovata.