| I volti di Hermes |

pagine : 110
dimensioni : 14,5x21
prezzo : € 16,00
ISBN : 9788871863535
Anno di pubblicazione : 2007



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Ralph Waldo Emerson
Essere Poeta
a cura di Beniamino Soressi  
 



Tra i padri fondatori della letteratura ameri­cana, Ralph Waldo Emerson (1803-1882) è senz’altro una delle figure più intense, ricche e geniali, sebbene ancora poco nota al pub­blico italiano. Poeta, filosofo, conferenziere, oratore antischiavista, pastore della Chiesa Unitariana, critico e agente letterario, tra­duttore di Dante, di Michelangelo e di poe­ti persiani, è stato la punta di diamante del movimento trascendentalista e del “Rinasci­mento americano”. La sua poesia ha ricevu­to alte espressioni di stima da lettori quali Borges e Robert Frost, e il suo lavoro critico ha contato in modo decisivo per l’opera di Nietzsche. Harold Bloom lo ha definito “la figura centrale della cultura americana”. Il presente volume raccoglie tre suoi scritti, due dei quali finora inediti in italiano. Questi saggi sono un cammino verso le fondamenta della poesia. La poesia vi è vista come atti­vità costitutiva della natura e dell’esistenza, dal sorgere del sole fino alle ali che spuntano da una crisalide, dai primi vagiti del bambi­no alle parole di uso quotidiano. Nel perpe­tuo divenire e crearsi del mondo sta il seme, la sostanza prima della poesia. In un tempo come quello moderno, disperatamente disincantato, la filosofia della poesia di Emerson recupera il valore-chiave dello stupore e della magia. “Solitaria protesta nel putiferio dell’ateismo”, la poesia nega l’aridità del pensiero utilitarista e astratto riscoprendo il carattere epifanico, sacro e miracoloso dell’universo. Essa è la punta della freccia dell’esperienza umana diretta al trascendente; senza poesia la filosofia, la scienza, l’arte e la civiltà stessa s’impaluda­no, soffocano e muoiono. Per questo le responsabilità del poeta sono immense: esploratore di mondi come un nuovo Colombo, e insieme custode supre­mo del senso della libertà e della verità, egli richiama gli uomini, senza tregua, all’origine della loro esistenza, a quella metamorfosi infinita del tutto che è la fonte di ogni bel­lezza.